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COME PROMUOVERE IN MANIERA CREATIVA UNA DESTINAZIONE SCONOSCIUTA AL TURISMO

La promozione di una destinazione è l’obiettivo primario degli enti del turismo, ma anche delle strutture che lavorano sul territorio e – di conseguenza – di agenzie viaggi e tour operator. Ciò consiste nella creazione di un’immagine intorno alla meta in oggetto che sappia rispondere ai bisogni dei viaggiatori e che li motivi a fare le valigie e a partire.

Sono molti i modi che si hanno a disposizione per farlo e la strategia più efficace prevede di intervenire nelle varie fasi che coinvolgono il viaggiatore, dalla scelta della destinazione fino alla partenza e infine al suo ritorno: ispirare e fornire informazioni utili all’organizzazione dell’itinerario (prima), sostenere le attività in loco (durante) e facilitare la condivisione dell’esperienza positiva (dopo).

Semplice per chi si occupa di mete conosciute, apprezzate, di moda, più complesso per chi invece opera su un territorio che si affaccia al turismo per la prima volta. Un compito sicuramente impegnativo, ma dove lo sforzo di comunicazione – se eseguito correttamente – può davvero fare la differenza.

FARE DI UNA DESTINAZIONE UN BRAND

Sono sempre di più i Paesi che si stanno aprendo al turismo grazie anche alla crescita economica che li ha interessati negli ultimi anni: Sharm el Sheikh, Petra, Muscat sono solo alcuni esempi di luoghi che da periferici sono diventati destinazioni turistiche. Mete prima poco frequentate e adesso oggetto delle mire di viaggiatori da tutto il mondo.

Molte volte la bellezza si nasconde anche dove non ti aspetti: non perché non ci sia, ma perché nessuno prima di allora se ne è accorto. E allora la domanda è: come fare a comunicare questa bellezza, altrimenti sconosciuta?

La risposta è: facendo della destinazione un brand.

Ogni buon esperto di marketing sa bene che quando si costruisce un nuovo brand una delle prime azioni da svolgere è definire la propria unique selling proposition, ossia la propria argomentazione esclusiva di vendita. Perché le persone dovrebbero visitare proprio la mia destinazione? Che cosa la rende unica? Quali sono i suoi punti di forza?

E per farlo è necessario conoscere a fondo la tipologia di viaggiatori a cui si intende riferirsi: che cosa si aspettano di trovare le persone che scelgono la mia destinazione come meta per le proprie vacanze? Quali sono i loro bisogni, le loro esigenze? Qual è il beneficio a cui vanno incontro?

Porsi delle domande, ma cercare anche di darsi delle risposte. E una volta definita la strategia, tarare la comunicazione.

Allora AL BANDO LA BANALITÀ. Non raccontare ai viaggiatori che il tuo è il posto dove si mangia meglio, dove il mare è più trasparente, dove il cielo è più azzurro. Non limitarti a fornire informazioni pratiche e senza personalità. Non forzare il viaggiatore a raccontare la sua esperienza senza che questo avvenga spontaneamente. Libera la creatività e allontana ogni tentativo di omologazione perché quello che ha funzionato per una destinazione non significa funzioni anche per la tua.

Creare e alimentare l’immagine di una meta, lavorando sulle leve emotive del viaggiatore. Che tradotto significa: rendere la destinazione appealing.

DA DOVE PARTIRE

Due sono le motivazioni principali che potrebbero spingere un viaggiatore a visitare una meta ancora poco conosciuta:

  • Lo spirito pionieristico, il sentirsi “il primo” ad aver visitato una data destinazione e a poter raccontare delle sue bellezze;
  • La ricerca dell’autenticità: la lontananza dal turismo di massa permette di entrare in contatto con realtà ancora vere, autentiche. E questo ripaga emotivamente (quasi) ogni tipo di compromesso.

Partendo da questi presupposti, la promozione turistica di una destinazione poco frequentata passa necessariamente – a livello di contenuto – dalla comunicazione di tali aspetti. Comunicazione che si rivolge a un pubblico di persone perlopiù abituate a viaggiare e a cui, perciò, si possono omettere dettagli “pratici”, andando dritti al cuore delle cose.

A livello emotivo il problema è però che a volte la difficoltà risiede non nella realtà ma in una distorsione comunicativa: “è troppo lontano”, “è troppo pericoloso”, “è troppo caro”. Percezioni ingiustificate, ma radicate nell’immaginario collettivo. Questi elementi, al contrario, possono diventare i punti di forza su cui lavorare con la comunicazione: allontanare i preconcetti motivandoli con argomentazioni oggettive.

In poche parole, rassicurare il viaggiatore. Questo è l’elemento cardine intorno al quale sviluppare la strategia di comunicazione, facendo degli aspetti più deboli la propria forza.

NON È UN GIOCO DA RAGAZZI

Promuovere una destinazione non è un compito scontato e se è poco conosciuta, ancora meno. Chi pensa che sia sufficiente avere un a disposizione risorse finanziarie, un bel posto, con dei bei monumenti e dove si mangia bene sia sufficiente, si sbaglia.

Una destinazione non comunicata – o meglio, non comunicata in maniera corretta – è come se non esistesse.

Ma per raccontarla bisogna entrare nella mente del viaggiatore, studiarla, carpirne i segreti e poi utilizzarli a proprio favore, con una strategia basata sull’originalità e la creatività. Dimostrando che si può rendere una meta apprezzabile semplicemente concentrandosi su precisi aspetti da comunicare, che sradichino preconcetti e percezioni errate. O trovandone comunque una motivazione.

Ogni destinazione ha il potenziale per attrarre turisti, basta sapere come fare.

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