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NEUROCOPYWRITING: IL PRESENTE E IL FUTURO DELLA SCRITTURA

La nuova frontiera della scrittura si chiama “Neurocopywriting”, un’espressione coniata dalla scrittrice e copywriter spagnola Rosa Morel e ripresa da Marco La Rosa nel suo ultimo libro per indicare l’applicazione della psicologia e della neurologia alla creazione dei contenuti online e offline. L’obiettivo? Renderli il più possibile chiari e vicini alle reali necessità delle persone.

Se fino a oggi le tecniche di neuroscienze venivano applicate solo per indagini di mercato tradizionali, oggi trovano spazio anche in altri ambiti.

Esse mettono a disposizione diverse tecnologie decisamente affidabili – come l’elettroencefalogramma, la misurazione delle reazioni biologiche, l’imaging cerebrale – che possono analizzare il nostro cervello e le nostre emozioni e quindi fornire agli addetti al mondo della comunicazione numerose indicazioni su come i lettori rispondono a un testo e come esso possa essere migliorato per diventare più efficace.

Le neuroscienze offrono perciò nuove interessanti possibilità al mondo della scrittura, dando accesso alle emozioni che suscitano i testi: gioia, eccitazione, rabbia, tristezza. Il neurocopywriting, infatti, non coinvolge solamente la sfera razionale, ma anche quella emotiva che è altrettanto importante in un processo di persuasione.  

ETICO O NON ETICO?

Il neurocopywriting pone però di fronte a un dilemma: è etico controllare le emozioni? Oppure ci troviamo in una sorta di scenario orwelliano in cui i nostri gusti, le nostre emozioni e i nostri comportamenti vengono controllati silenziosamente? Il rischio è manipolare la mente dei consumatori a livello inconscio e spingerli a compiere azioni che non sempre sono nel loro interesse. Ma non pensiamo che il cervello umano sia così semplice da guidare.

Dall’altro lato, però, il vantaggio è evidente. Chi scrive può avere a disposizione delle linee guida che indicano come strutturare l’impalcatura di un testo affinché sia realmente efficace, mentre chi fruisce il messaggio si trova di fronte a una comunicazione davvero calzante e personalizzata sulle sue esigenze. Il neurocopywriting mette quindi a disposizione strategie mirate ad andare incontro alle reali necessità dei destinatari con contenuti utili.

Contenuti che si scopre essere sempre più complessi da realizzare. Le neuroscienze pongono infatti i riflettori su un concetto fino a ora dato per assodato secondo cui, una volta conquistata l’attenzione dell’interlocutore, basta interessarlo e coinvolgerlo per poi convincerlo. Il processo, in realtà, non risulta così lineare e coinvolge diversi fattori fino a poco tempo fa non così semplici da rilevare.

Per quanto l’essere umano sia un “animale semplice” che è progredito non tanto per diventare ricco o avere successo, ma piuttosto per mantenere l’equilibrio tra salute, benessere e integrità dello stato del corpo, la sua mente, nel corso dell’evoluzione, si è arricchita di meccanismi sempre più complessi, che è necessario conoscere per essere incisivi.

PAROLA D’ORDINE: COMPLEMENTARITÀ

Oggi diventa quindi di fondamentale importanza non ignorare le possibilità che il neuromarketing mette a disposizione della scrittura, per non rinunciare a opportunità preziose per il proprio lavoro.

Recenti studi dimostrano che alcune parole, piuttosto che altre, mettono in moto meccanismi del cervello particolari che inducono una determinata azione. Conoscere tali meccanismi consente quindi di elevare il mestiere del copywriter a un livello successivo, dove entrano in gioco capacità di scrittura e competenze scientifiche.

Scrivere risulta quindi un’operazione molto più complessa di quanto si pensi, che necessita – ora più che mai – della collaborazione di diverse discipline. Ecco perché è importante rivolgersi a un copywriter competente e sempre aggiornato su tutte le novità del settore.

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